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Come si smaltiscono le lenti a contatto?

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Certamente le lenti a contatto sono utili per chi ha problemi di vista e sono diventate oggetti di uso comune per una buona percentuale della popolazione mondiale. Questo le rende, quindi un prodotto che deve essere smaltito, quotidianamente, da numerose persone.

L'idea comune è che, essendo così piccole e flessibili, siano praticamente idrosolubili, che riescano quindi a “sparire” una volta buttate.

Questa idea è del tutto falsa.

Molti studi si sono concentrati sui danni causati dallo smaltimento errato delle lenti a contatto, in particolare in lavandini e gabinetti. Quest'abitudine, secondo i risultati di un sondaggio presentato dall'American Chemical Society, è prassi comune per il 20% degli intervistati, e sta avendo conseguenze piuttosto pesanti sull'ambiente.

Una volta gettate, infatti, le lenti a contatto riescono grazie alla loro flessibilità a superare alcuni dei filtri fisici che sono sparsi lungo i canali di smaltimenti delle acque e che dovrebbero filtrare i rifiuti di grosse dimensioni. La teoria è stata confermata da alcune interviste svolte da ricercatori a degli operai di strutture di smaltimento acque, che hanno confermato di aver avvistato spesso delle lenti a contatto superare questi filtri. Le lenti, però, continuano a dare problemi anche dopo questo step.

I ricercatori hanno testato la resistenza delle lenti immergendole in una soluzione ricca dei batteri che vengono usati negli stabilimenti di trattamento delle acque per distruggere alcune microplastiche prima che i flussi d'acqua continuino il loro corso. Le lenti sono rimaste pressoché intatte anche dopo 7 giorni di esposizione alla soluzione, e un'analisi approfondita ha rivelato solo un parziale deterioramento della struttura della lente.

Considerati i numeri dietro all'industria delle lenti a contatto (parliamo di oltre 150 milioni di persone al mondo) e considerata la frequenza tradizionale di utilizzo (giornaliera o settimanale), l'impatto dell'errato smaltimento delle lenti diventa effettivamente pesante sull'ambiente.

Nella disperata e urgente corsa al recupero di una coscienza ambientalista, alcuni semplici accorgimenti possono non solo fare una differenza pratica nel lungo periodo, ma soprattutto contribuire in maniera attiva alla creazione di una consapevolezza collettiva indispensabile in un momento in cui il destino del pianeta sembra appeso un filo. Quindi, è molto semplice:

• La confezione esterna è nella maggior parte dei casi di cartoncino, per cui è interamente riciclabile e può essere gettata nel bidone della carta.

• Il blister è costituito da una parte inferiore in plastica, che si può buttare insieme ai materiali plastici, e da una pellicola in alluminio che lo ricopre; per riciclare questa parte metallica, ci si dovrà attenere ai regolamenti comunali. In alcune città viene smaltito assieme al vetro, in altre viene raccolto con la plastica; sappiate comunque che è al 100% riciclabile!

• Le lenti a contatto non vanno assolutamente gettate nella toilette come molti sono soliti fare. Le LAC sono composte da diversi materiali plastici che non sono biodegradabili e per tale composizione non è assolutamente corretto gettarle negli scarichi domestici. Dato che le lentine sono composte sia da materiali organici che inorganici, non sono riciclabili né tra le materie plastiche né nell’organico. Per questo vanno gettate nel generico.

• Il liquido di mantenimento delle lentine contenuto nel blister può essere tranquillamente gettato nel lavandino.

• Il portalenti va cambiato almeno ogni tre mesi per prevenire la contaminazione dai batteri che rimangono depositati sul fondo del contenitore. I portalenti sono solitamente in polipropilene, per cui di norma è possibile gettarli nei contenitori dedicati alla plastica. Attenzione perché in alcuni Comuni italiani questo materiale viene riciclato separatamente dal PET (il polimero delle bottiglie di plastica).